COMUNE DI ARCENE - Provincia di Bergamo

18 giugno 2006: una festa da ricordare, ma in negativo

No, non è stata una "bravata". E neanche un modo innocente di festeggiare l'ingresso nella maggiore età.

E non è stata nemmeno una stupidata da liquidare semplicisticamente e dimenticare in fretta e come se nulla fosse. Oppure tentando di confondere le acque mettendola in (bassissima) politica: magari cogliendo l'occasione per accusare il sindaco di non essere stato capace di comunicare con i ragazzi per impedire loro di fare quello che hanno sfrontatamente fatto la mattina di domenica 18 giugno per le strade del centro. Dimostrando inciviltà ed irrispettosa considerazione per un bene che è di tutti gli Arcenesi.
Mai come quest'anno gli Arcenesi erano stati costretti a sopportare tanto. Mai come quest'anno il danno è stato così grande. Il bicchiere è colmo e va svuotato. Come? Semplicemente colpendo i responsabili come è giusto che sia, e cioè obbligandoli a risarcire il danno prodotto e pagando di tasca propria quello che sarà necessario pagare per rimettere a posto le strade. Con le buone, concordando modi, tempi ed importo dell'assegno da versare in Tesoreria comunale. O con le cattive, facendoli obbligare dal Giudice al quale il Comune si appellerà avendo l'obbligo giuridico, ma soprattutto morale, di farlo. E facendo sapere a quelli che si preparano ad emulare i loro colleghi festeggiando i 18 od i 20 anni, che sarà così anche con loro.
Il Comune è un'azienda e, come in tutte le aziende che si rispettano, gli amministratori devono agire contro chi abbia procurato un danno intenzionalmente - come è successo la mattina di domenica 18 giugno - od involontariamente. Un danno che è rilevante perché richiederà un esborso economico notevole alle casse del Comune.
Ho chiesto ai genitori dei responsabili di intervenire e di concordare insieme una via d'uscita; nella mattinata di sabato 8 luglio la maggioranza di loro ha dimostrato un'equilibrata volontà di rimediare a quanto i ragazzi hanno sfacciatamente fatto senza peraltro mostrare segni di pentimento. Anzi, alcuni di loro hanno rivendicato ancora il bel gesto trovando purtroppo sostegno o sponda nelle affermazioni che sono state fatte da qualche genitore. Su quelle affermazioni non perderò altro tempo, mi limito a dirvi che le ho considerato perlomeno strane. Anche la lettera abbandonata al protocollo del Comune con l'intestazione "La classe 1988" e che non riporta alcuna firma, a me - ma anche a tanti genitori - non è sembrata farina del loro sacco. Ed in ogni caso, se pure fosse stata parto di alcuni di loro, a questi ragazzi va detto che le scuse si presentano personalmente, non si abbandonano al protocollo del Comune, né si mandano per posta. Almeno quando sono sincere e sono espresse per ristabilire un rapporto.
Voglio aggiungere una cosa, perché sono abituato a parlare chiaro e non amo essere frainteso: la scelta di occupare in attività di interesse sociale per la comunità i responsabili di quel gesto che ha fatto andare la gioventù arcenese sulle prime pagine dei quotidiani locali, non è stata mia, ma dei loro genitori. Non la condivido, ma l'ho accettata perché è venuta dai genitori. Non la condivido perché non ho sentito dai ragazzi alcuna espressione di pentimento per quello che hanno fatto. Ed allora, se davvero è così, avrebbe solo il significato di una punizione educativa, che si vuole imporre aggiungendola a quella del risarcimento del danno. Ma l'attività socialmente utile se non è volontaria e condivisa, non la si può accettare.
Siano allora le famiglie a dare l'ulteriore punizione che ritengano commisurata a quello che i loro ragazzi hanno fatto. E soprattutto efficace a convincerli della riprovevolezza del loro bel gesto. Non deleghino il Comune od il sindaco a farlo per loro.
Perchè anche le famiglie hanno sbagliato in questa occasione. E qualche cosa anche loro devono fare.
O a sbagliare è stato il sindaco e gli assessori?

Buone ferie comunque: a chi le deve ancora fare e potrà farle.

Il Sindaco
Michele Luccisano


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